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ISTRUZIONE DEGLI ADULTI E POLI TECNICO PROFESSIONALI

Una scelta positiva

Ma ora serve l’organico funzionale

Approvati in via definitiva due importanti strumenti normativi che ben promettono rispetto alla modernizzazione del sistema di istruzione ed al superamento delle cesure tra l’istruzione, la formazione ed il mondo del lavoro. Occorre ora grande attenzione per tradurre le norme in fatti concreti e funzionali all’innovazione, anche attraverso la prosecuzione dell’importante  lavoro di  confronto e coinvolgimento dei diversi  soggetti a partire dalle parti sociali.

Il primo  decreto riguarda la definitiva approvazione delle linee guida per la piena attuazione degli Istituti Tecnici Superiori, segmento importante dell’istruzione post secondaria, riordinati secondo le previsioni dell’articolo 52 della legge 35/2011 sulla semplificazione. Procede alla istituzione dei poli tecnico – professionali e struttura un sistema educativo innovativo e integrato con quello economico e produttivo del territorio,  imposta una razionalizzazione dell’offerta degli ITS a cui le Regioni dovranno ispirarsi nella programmazione dell’offerta formativa  a favore dei  giovani che possono così, conseguire titoli di alta specializzazione tecnica, in coerenza con gli studi  e le esperienze maturate nel corso della scuola secondaria di secondo grado, nell’apprendistato, nell’istruzione e formazione professionale, nell’alternanza scuola – lavoro.

Il secondo completa il lungo e complesso iter di riordino del sistema dell’istruzione degli adulti, avviato nel 2009,   con l’istituzione dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti.
Ai centri territoriali possono iscriversi, tutti gli adulti che, a partire dai 16 anni non hanno assolto all’obbligo di istruzione, a coloro che intendono conseguire un titolo di scuola secondaria di secondo grado  e gli adulti stranieri per seguire percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, con il rilascio della relativa certificazione necessaria per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Per entrambi gli aspetti la UIL Scuola valuta positivamente l’approccio di rete, che più o meno direttamente sottende allo sviluppo dei due segmenti rinnovati; la costituzione di reti è necessaria allo sviluppo ed al consolidamento dei poli tecnico professionali ed alla costituzione di CPIA, entrambi strumenti capaci di far incontrare domanda ed offerta di formazione, orientata al lavoro ed all’apprendimento permanente, per la  cui  valorizzazione anche il decreto “lavoro” recentemente approvato pone le basi. Nella rete e nell’uso  coordinato delle risorse strumentali, logistiche e professionali possono trovare risposte alcuni problemi  strutturali del nostro sistema.

Secondo la UIL il perno è però fondato  sulla scelta di assegnare agli istituti scolastici, a partire da quelli componenti i Poli  ed  i CPIA organici funzionali.

Ad una offerta formativa caratterizzata da ampia flessibilità, pluralità di percorsi e tipologie di utenza tanto diversificata non possono essere date  risposte adeguata con organici definiti su criteri rigidi e restrittivi. Anche questo è il significato di invertire la rotta della spesa per l’istruzione e lo sviluppo.